Concerto di campane #a tastiera# Genova Cesino 1996 (bene semplice)
Riccardo Frio, campanaro della Val Polcevera, suona il concerto di campane della chiesa di Sant'Antonino Martire a Cesino, frazione di Genova, in uno dei giorni del Triduo per la festa di Sant'Antonino (conosciuta in dialetto come la festa di “San Antunìn de fighe”). Il concerto è composto da dodici campane intonate nella scala di mib maggiore, rispettivamente in “mib3”, “fa3”, “sol3”, “lab3”, “sib3”, “do4”, “re4”, “mib4”, “fa4”, “sol4”, “lab4” e “sib4”. Il campanaro utilizza la tecnica #a tastiera# con i #pestelli# ed esegue otto brani. Il primo brano è una suonata con #campana a concerto#, in cui la campana grossa viene messa in movimento mentre le altre campane restano ferme. Durante questa esecuzione, al rintocco della campana si alternano motivi melodici e ritmici diversificati. Queste suonate, chiamate anche #a dúggiu# in dialetto o #a bicchiere# (quando non è necessariamente la campana più grossa a essere messa in movimento), #in piedi# o #ducale# (termine introdotto con l’elettrificazione), sono usate principalmente per occasioni solenni e rappresentano un esempio di tecnica esecutiva mista (BIBR: BRIGNOLE & MARINELLI, n.d.). Il secondo brano (00:04:55) è un valzer composto dallo stesso campanaro, di carattere moderato, con la seguente struttura: A x2 - B - C - A. Il terzo brano (00:07:12) è un valzer della tradizione regionale trentina, con andamento moderato e la struttura: intro - A x2 - B - C - A. Il quarto brano (00:09:35) è una tarantella calabrese arrangiata da Riccardo Frio, con andamento vivace e struttura: A x2 - B - C - A - coda. Il quinto brano (00:11:45) è la riduzione per campane del brano “Pietà Signor (Aria di Chiesa)”, attribuito al compositore del Seicento Alessandro Stradella. La riduzione proposta dal campanaro presenta la struttura: A x2 - B x2 - A - C - coda. Il sesto brano (00:14:13) è un'altra composizione del campanaro, un piccolo valzer con la struttura: intro - A - B x2 - A. Il settimo brano (00:16:25) è una mazurca composta dal campanaro conosciuto come "Mario do Leivi", con la struttura: intro - A x2 - B x2 - A - C x2. L'ottavo e ultimo brano (00:18:55) è la marcia n. 2, composta dal campanaro Angelo Ferrari, con la struttura: intro - A x2 - B - A - C x2. Il concerto si conclude con i #ciocchetti#, cioè colpi ribattuti sulla campana grossa che indicano solitamente la fine della messa, in questo caso la fine del concerto. La registrazione del concerto è stata realizzata da Mauro Balma il 20 settembre 1996
- OGGETTO Concerto di campane #a tastiera# Genova Cesino 1996
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CLASSIFICAZIONE
MUSICA STRUMENTALE
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Tra i sistemi di suono delle campane in Italia si trova il #sistema ligure#. Fino alla fine del XVIII sec. i complessi campanari liguri erano costituiti da 3 campane ma nelle città, nelle chiese più grandi e nelle Cattedrali si potevano contare fino a 5-7 campane. La tendenza generalizzata nel tempo è stata quella di aumentare il numero di campane, non solo nelle Cattedrali ma anche nelle Chiese di più piccole dimensioni. La tradizione campanaria ligure privilegia l’esecuzione di melodie a campane ferme, o #a carillon# (termine quest’ultimo utilizzato però impropriamente poiché in genere indica le batterie di decine di campane semitonate diffuse principalmente in Paesi Bassi, Stati Uniti, Belgio, Francia e Germania). Altro spazio importante è riservato alle cosiddette #tecniche miste#, ossia quelle che prevedono l’uso di una o due campane in movimento contemporaneamente al suono delle altre ferme. L’uso delle sole campane a distesa o a bicchiere senza accompagnamento musicale delle altre suonate da ferme è da associarsi, prevalentemente, per richiami e funzioni funebri, pur con alcune eccezioni. Ancora fino agli anni ’50 del Novecento si suonava principalmente con il metodo # a corde altrimenti detto #a cordette# (in uso ancora oggi), dato che il numero dei bronzi si fermava in media a 5. L’aumento del numero delle campane portò all’introduzione anche della tastiera e poi, a partire dagli anni ’70, dell’elettrificazione. In generale le campane ferme vengono azionate principalmente in tre modi: #a cordette#, #a tastiera# (con i pestelli) o agendo manualmente sui battagli. I Concerti a 5 campane rappresentavano buona parte dei concerti liguri fino agli anni ’50-’60, soprattutto nei piccoli paesi. Sono tutt'oggi molto diffusi e si suonano ancora #a cordette# concerti fino a 6 campane. La maggior parte è intonata in scala maggiore, alcuni in scala minore. Il repertorio campanario ligure è costituito principalmente da: segnali, suonate #alla romana#, #baudette# e simili, suonate antiche, suonate recenti, lodi religiose e simili, canzoni e canti profani, brani patriottici, ballabili, brani tratti dal repertorio colto
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- LUOGO DI RILEVAMENTO Genova (GE) - Liguria , ITALIA
- ALTRA OCCASIONE si
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700377900
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
- ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
- DATA DI COMPILAZIONE 2022
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DOCUMENTAZIONE SONORA
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- LICENZA METADATI CC-BY 4.0