Concerto di campane #a tastiera# Genova Begato 1995 (bene semplice)

Cesare Viglione e Marco Parodi suonano il concerto di campane della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Genova, nel quartiere di Begato. Il concerto è composto da otto campane, intonate secondo la scala di mib maggiore: nello specifico, le note sono "mib3", "fa3", "sol3", "lab3", "sib3", "do3", "reb3" e "mib4". I campanari utilizzano la tecnica #a tastiera# con i #pestelli# ed eseguono sei brani, alcuni dei quali con l’aiuto di Attilio Bianchi. Il primo brano è una suonata #alla romana#, una tecnica di esecuzione mista tipica del sistema campanario ligure, che prevede l'uso delle campane #alla romana# come elemento centrale. Questa tecnica, conosciuta anche come #all’ingránde#, coinvolge le due campane più grandi (non solo la principale, come avviene nelle suonate con #campana a concerto#) e solitamente apre una processione festiva (BIBR: BRIGNOLE & MARINELLI, n.d.). Cesare Viglione prima e Marco Parodi poi (minuto 00:01:50) eseguono i motivi melodici e ritmici sulle campane ferme, mentre Attilio Bianchi controlla le campane in movimento. Il secondo brano, eseguito da Marco Parodi, è una lode alla Madonna della Guardia (minuto 00:04:46). Il pezzo, in tempo binario e con andamento moderato, è costituito da un unico motivo melodico ripetuto due volte. Il terzo brano, eseguito da Cesare Viglione (minuto 00:06:46), è "Andrò a vederla un dì", un canto mariano composto nel 1853 dal padre marista Pietro Janin, originariamente intitolato "Un radieux espoir". La melodia è strutturata in due frasi che, nell’esecuzione, vengono ripetute due volte e concludono con una coda finale. Il quarto brano (minuto 00:07:54), senza titolo, è eseguito da Marco Parodi. Ha un tempo binario e un carattere vivace, con una struttura articolata in: A - B - variazione su B - variazione su A - variazione su B - A - B x2. Il quinto brano (minuto 00:09:54), eseguito da Cesare Viglione, è la riduzione per campane del canto popolare "Noi vogliam Dio". Questo inno cattolico fu composto dal parroco François-Xavier Moreau nel 1882 durante un pellegrinaggio da Turenna a Lourdes. Il campanaro esegue per intero la melodia del brano, ripetendola due volte. Il sesto e ultimo brano è la riduzione per concerto di campane del canto "Madonna pellegrina", eseguito da Marco Parodi. Questo brano fu composto da Don Mario Rossi su testo di Monsignor Ennio Nobili nel 1949, in occasione della “Peregrinatio Mariae” della Diocesi di Apuania. Il campanaro esegue la melodia per intero due volte, concludendo con una sezione dal ritmo più vivace che funge da coda finale. La registrazione del concerto è stata realizzata da Mauro Balma il 25 giugno 1995

  • OGGETTO Concerto di campane #a tastiera# Genova Begato 1995
  • CLASSIFICAZIONE MUSICA STRUMENTALE
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Tra i sistemi di suono delle campane in Italia si trova il #sistema ligure#. Fino alla fine del XVIII sec. i complessi campanari liguri erano costituiti da 3 campane ma nelle città, nelle chiese più grandi e nelle Cattedrali si potevano contare fino a 5-7 campane. La tendenza generalizzata nel tempo è stata quella di aumentare il numero di campane, non solo nelle Cattedrali ma anche nelle Chiese di più piccole dimensioni. La tradizione campanaria ligure privilegia l’esecuzione di melodie a campane ferme, o #a carillon# (termine quest’ultimo utilizzato però impropriamente poiché in genere indica le batterie di decine di campane semitonate diffuse principalmente in Paesi Bassi, Stati Uniti, Belgio, Francia e Germania). Altro spazio importante è riservato alle cosiddette #tecniche miste#, ossia quelle che prevedono l’uso di una o due campane in movimento contemporaneamente al suono delle altre ferme. L’uso delle sole campane a distesa o a bicchiere senza accompagnamento musicale delle altre suonate da ferme è da associarsi, prevalentemente, per richiami e funzioni funebri, pur con alcune eccezioni. Ancora fino agli anni ’50 del Novecento si suonava principalmente con il metodo # a corde altrimenti detto #a cordette# (in uso ancora oggi), dato che il numero dei bronzi si fermava in media a 5. L’aumento del numero delle campane portò all’introduzione anche della tastiera e poi, a partire dagli anni ’70, dell’elettrificazione. In generale le campane ferme vengono azionate principalmente in tre modi: #a cordette#, #a tastiera# (con i pestelli) o agendo manualmente sui battagli. I Concerti a 5 campane rappresentavano buona parte dei concerti liguri fino agli anni ’50-’60, soprattutto nei piccoli paesi. Sono tutt'oggi molto diffusi e si suonano ancora #a cordette# concerti fino a 6 campane. La maggior parte è intonata in scala maggiore, alcuni in scala minore. Il repertorio campanario ligure è costituito principalmente da: segnali, suonate #alla romana#, #baudette# e simili, suonate antiche, suonate recenti, lodi religiose e simili, canzoni e canti profani, brani patriottici, ballabili, brani tratti dal repertorio colto
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
  • LUOGO DI RILEVAMENTO Genova (GE) - Liguria , ITALIA
  • ALTRA OCCASIONE si
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700377896
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DATA DI COMPILAZIONE 2022
  • DOCUMENTAZIONE SONORA file digitale (1)


  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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