Concerto di campane # a tastiera# Bargagli 2006 (bene semplice)

Matteo Soro e Mirko Signorelli suonano il concerto di campane della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Bargagli, in provincia di Genova. Il concerto è composto da sei campane, rispettivamente intonate in “si”, “do#”, “re#”, “mi”, “fa#” e “sol#” (l’intonazione di tutte le campane è leggermente calante). I due campanari eseguono sette brani e adottano la tecnica #a tastiera# con i #pestelli#. Il primo brano, “Andrò a vederla un dì”, viene eseguito da Matteo Soro ed è un canto religioso composto a fine '800 da Pietro Janin. Questi venne colpito da una grave malattia dalla quale riuscì miracolosamente a guarire grazie all'aiuto della Vergine di La Salette, che, secondo la storia, gli apparve più volte. Il campanaro esegue l’intera melodia del brano per due volte. Il secondo brano è senza indicazione di titolo e si tratta di una riduzione per sei campane di una melodia scritta per otto campane; anche questo viene eseguito da Matteo Soro. Il brano, su ritmo di tarantella, propone per due volte il primo tema, a cui segue la seconda sezione del brano nella quale viene ripetuto per due volte il secondo tema. Viene presentato poi un terzo tema, anch’esso ripetuto per due volte, per poi tornare sul primo tema alternato al terzo, il tutto ripetuto per due volte. Il terzo brano (00:06:53), eseguito da Matteo Soro, è “Lavâ a no veu lavâ”, una canzone tradizionale genovese, in tempo binario e composta da due temi che vengono ripetuti in maniera alternata secondo il seguente schema: A x2 - B x2 - A - B x2 - A. I successivi due brani vengono eseguiti da Mirko Signorelli: si tratta in entrambi i casi di brani di cui non si conosce il titolo. Il primo dei due (00:09:15) è un brano originario per otto campane, ridotto a sei dal campanaro Giorgio Costa. Dopo aver suonato un motivo melodico come introduzione, il campanaro espone il primo tema. Il brano, in tempo binario, è strutturato nel seguente modo: A x2 - B x2 - A - B - coda. Il secondo dei due (00:12:34) presenta un motivo terzinato e un andamento vivace, ed è strutturato come da schema: A x2 - B x2 - A x2 - variazioni su A - A - B x2 - A. Nell’ultimo brano torna a suonare Matteo Soro (00:17:20): si tratta di un brano dal tempo ternario, strutturato nel seguente modo: A x2 - B x2 - A x2 - B x2 - A x2 - B. La registrazione del concerto è stata realizzata da Mauro Balma il 12/03/2006; purtroppo, la presa dell’audio è in gran parte disturbata dal forte vento

  • OGGETTO Concerto di campane # a tastiera# Bargagli 2006
  • CLASSIFICAZIONE MUSICA STRUMENTALE
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Tra i sistemi di suono delle campane in Italia si trova il #sistema ligure#. Fino alla fine del XVIII sec. i complessi campanari liguri erano costituiti da 3 campane ma nelle città, nelle chiese più grandi e nelle Cattedrali si potevano contare fino a 5-7 campane. La tendenza generalizzata nel tempo è stata quella di aumentare il numero di campane, non solo nelle Cattedrali ma anche nelle Chiese di più piccole dimensioni. La tradizione campanaria ligure privilegia l’esecuzione di melodie a campane ferme, o #a carillon# (termine quest’ultimo utilizzato però impropriamente poiché in genere indica le batterie di decine di campane semitonate diffuse principalmente in Paesi Bassi, Stati Uniti, Belgio, Francia e Germania). Altro spazio importante è riservato alle cosiddette #tecniche miste#, ossia quelle che prevedono l’uso di una o due campane in movimento contemporaneamente al suono delle altre ferme. L’uso delle sole campane a distesa o a bicchiere senza accompagnamento musicale delle altre suonate da ferme è da associarsi, prevalentemente, per richiami e funzioni funebri, pur con alcune eccezioni. Ancora fino agli anni ’50 del Novecento si suonava principalmente con il metodo # a corde altrimenti detto #a cordette# (in uso ancora oggi), dato che il numero dei bronzi si fermava in media a 5. L’aumento del numero delle campane portò all’introduzione anche della tastiera e poi, a partire dagli anni ’70, dell’elettrificazione. In generale le campane ferme vengono azionate principalmente in tre modi: #a cordette#, #a tastiera# (con i pestelli) o agendo manualmente sui battagli. I Concerti a 5 campane rappresentavano buona parte dei concerti liguri fino agli anni ’50-’60, soprattutto nei piccoli paesi. Sono tutt'oggi molto diffusi e si suonano ancora #a cordette# concerti fino a 6 campane. La maggior parte è intonata in scala maggiore, alcuni in scala minore. Il repertorio campanario ligure è costituito principalmente da: segnali, suonate #alla romana#, #baudette# e simili, suonate antiche, suonate recenti, lodi religiose e simili, canzoni e canti profani, brani patriottici, ballabili, brani tratti dal repertorio colto
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
  • LUOGO DI RILEVAMENTO Bargagli (GE) - Liguria , ITALIA
  • ALTRA OCCASIONE si
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700377884
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DATA DI COMPILAZIONE 2022
  • DOCUMENTAZIONE SONORA file digitale (1)


  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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