giacimento paleontologico
Il territorio di Altamura fa parte della fascia collinare delle Murge, un altopiano carsico di origine tettonica che si estende in direzione nord-ovest/sud-est parallelamente rispetto alla Fossa Bradanica e che è delimitato dal Tavoliere delle Puglie a nord-ovest e dalla penisola salentina a sud-est. Una delle tante straordinarie scoperte archeologiche che interessò questa porzione della vasta regione pugliese è rappresentata dal ritrovamento di numerose impronte di dinosauri rinvenute in affioramento presso una cava ormai dismessa in località Pontrelli, vicino Altamura, a soli 40 chilometri a sud di Bari. Qui su una paleosuperficie carbonatica, pertinente alla Formazione del Calcare di Altamura, risalente al Cretaceo superiore, si conservano per un’estensione di 15.000 metri quadrati migliaia di impronte di dinosauri fossilizzate. Le impronte furono segnalate per la prima volta nel 1999 dai geologi M. Sarti e M. Claps che, incaricati di eseguire delle ricerche sedimentologiche, non si sbilanciarono tuttavia sulla loro interpretazione. Alla scoperta seguirono subito ulteriori esplorazioni condotte dal paleontologo U. Nicosia dell’Università “La Sapienza” di Roma che constatò che le orme di Cava Pontrelli appartenevano a dinosauri. La superficie interessata dalle impronte, che si disponevano in maniera tale da formare vere e proprie piste, fu distinta dagli studiosi in tre principali aree sulla base del grado di calpestio, da quelle più scarne di tracce fossili a quelle più ricche in cui diventava gradualmente più fitta la disposizione delle orme disposte in più tracciati intersecantisi tra loro. Si tratta di oltre 30.000 impronte risalenti a un periodo corrispondente al Cretaceo superiore, tra il Santoniano e gli inizi del Campaniano, grossomodo tra 85 e 80 milioni di anni fa, conservatesi grazie al consolidamento dei sedimenti fangosi sedimentatisi in ambienti marini poco profondi soggetti alle oscillazioni delle maree. In quella lontanissima era geologica, la Puglia dal punto di vista meteorologico doveva presentare un clima ben diverso da quello attuale, con un caldo tropicale molto simile a quello dei paesi equatoriali, mentre il territorio doveva essere interessato da vaste distese fangose. Sulla superficie di fondo di cava, a circa 27 metri di profondità dall’attuale piano di campagna, sono state riconosciute orme impresse di dimensioni variabili da cinque a 50 centimetri di diametro, pertinenti a dinosauri in prevalenza erbivori e di media-piccola grandezza. Sulla base della loro morfologia si sono ricavate una serie di informazioni riferibili alla lunghezza, all’altezza e al peso di questi grandi rettili nonché alla velocità con cui attraversarono la superficie dell’attuale cava, determinata anche dalla frequenza di distribuzione delle stesse tracce. L’enorme numero di piste che si intersecano tra loro ha reso particolarmente arduo lo studio delle impronte e specialmente la definizione della composizione faunistica. Tuttavia è stato possibile delineare fino ad ora quattro distinti percorsi di varia lunghezza in almeno tre dei quali sono state riconosciute circa duecento coppie di zampe anteriori e posteriori attribuibili a dinosauri quadrupedi. In una delle tre piste identificate fu possibile riconoscere nel 1999 una nuova icnospecie (entità zoologica individuata sulla base di una traccia), ovvero il così chiamato Apulosauripus federicianus, derivante dai termini latini Apulo (dell’antica Apulia, oggi Puglia), sauripus (impronta di rettile) e dal nome dell’imperatore Federico II (federicianus), che ricostruì l’antica città di Altamura. Si tratta di un dinosauro dall’andatura quadrupede, tridattilo nel piede, dalla lunghezza totale di 67 centimetri, e nella mano, dalla lunghezza massima di 74 centimetri, con arti forniti di zoccoli arrotondati. L’esemplare di taglia media doveva essere un ornitopode, appartenente alla famiglia degli Adrosauridi, dinosauri ornitischi erbivori, dotati di un particolare muso terminante in un’appendice a forma di largo becco, sebbene altri studiosi abbiano avanzato altre ipotesi. La lunghezza totale del dinosauro doveva raggiungere i cinque-sei metri e un’altezza di 140 centimetri calcolata dal bacino. Il peso totale doveva essere compreso tra 900 e 1100 chili, mentre l’andatura doveva essere piuttosto lenta con una velocità stimata di due-tre chilometri orari. In merito alle restanti tracce sono state identificate numerose impronte attribuibili a Ornitischi quadrupedi, dinosauri erbivori che presentano affinità scheletriche con gli uccelli. A queste si aggiungono una impronta tridattila e mal conservata forse appartenente a un Teropode, dinosauro carnivoro della famiglia dei Saurischi, dall’andatura bipede, con zampe anteriori corte e provviste di artigli, infine una sola traccia potrebbe riferirsi a un piccolo Sauropode, un dinosauro munito di coda e collo molto lunghi e dalla dentatura generalmente adatta a un regime erbivoro
- OGGETTO giacimento paleontologico
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MISURE
Area: 18.000 m2
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CLASSIFICAZIONE
[Siti archeologici]
- LOCALIZZAZIONE Altamura (BA) - Puglia , ITALIA
- INDIRIZZO S.C. Esterna Pontrelli, 70022 Altamura (BA), Altamura (BA)
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600389929
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0