sito pluristratificato
Fino agli ultimi anni del XIX secolo, il lato sud-ovest di piazza Sant’Oronzo, cuore del centro storico di Lecce, era interamente occupato dalla cosiddetta “isola del Governatore”: un eterogeneo complesso di edifici, i cui piani inferiori sfruttavano le strutture fuori terra dell’allora sepolto anfiteatro tanto da avere un andamento ellittico. Si trattava quindi di un grande isolato di forma irregolare, prospiciente la piazza e largo Cocole (ora non più esistente), che ha costituito un luogo denso di significato, punto di concentrazione di varie ed eterogenee componenti civili e religiose, come il Sedile e la chiesetta di San Marco. Nel 1482 il governatore Giovanni Battista del Tufo commissionò all’architetto Nicola Scancio il disegno del palazzo del Pubblico Governo, comprendente la residenza del governatore, il Tribunale e la Sala del Parlamento Generale per le assemblee, sormontata da una torretta con la campana per la convocazione del popolo e del reggimento. Nel quartiere erano presenti la cappella di Sant’Irene (protettrice della città), che verrà abbandonata dopo l’arrivo dei monaci teatini e la costruzione della chiesa all’imbocco di via Vittorio Emanuele II, quella dei Quaranta Santi e alcuni magazzini. Nel 1709 e nel 1766 l’isola subì alcuni rifacimenti, tra cui l’abbattimento della sala del Parlamento per pericoli statici. Nel corso dell’Ottocento sono stati effettuati interventi nel quartiere e a questo periodo risalgono le prime notizie di ritrovamenti dei resti dell’anfiteatro: nel 1803 furono trovate, nell’angolo nordest, “alcune arcate e un corridoio”. Negli anni Quaranta dell’Ottocento ha avuto inizio la risistemazione dell’area che ha portato alla demolizione del quartiere: si era resa necessaria la costruzione di un nuovo palazzo di città e di un teatro. I primi interventi riguardarono la demolizione di una serie di abitazioni e strutture per creare lo slargo di fronte alla chiesa di Santa Chiara, attuale piazza Vittorio Emanuele II. Nel 1873 furono rinvenute altre arcate dell’anfiteatro e grandi murature su cui poggiavano le fondamenta del Sedile. Il quartiere era circondato da una lunga serie di portici sui quali si affacciavano botteghe e magazzini; molti degli edifici erano a un piano. Nel 1900 iniziarono i lavori per la realizzazione del grande edificio della Banca d’Italia, un intervento che ha modificato in maniera radicale l’aspetto della città: sono stati distrutti gli isolati medievali che si disponevano in modo radiale intorno all’isola e all’anfiteatro ricalcando la disposizione più antica. L’area conservava una stratigrafia che andava dal IV secolo a.C. fino alla fine del XIX secolo d.C., in particolare tracce dell’abitato del IV e III secolo a.C., nel quale aree residenziali si alternavano ad aree di necropoli: una struttura muraria separava le due aree. L’area ha subito profonde modificazioni in età augustea (27 a.C. - 14 d.C.), che la lasciarono libera come fascia di rispetto per la costruzione del nuovo anfiteatro. I resti del grande edificio da spettacolo sono stati individuati per la prima volta alla fine dell’Ottocento ma non furono riconosciuti. Nel 1904 Cosimo De Giorgi (regio ispettore ai monumenti ed uno dei più importanti studiosi della città) ha identificato parte del portico esterno, della cavea (gradinate dove sedevano gli spettatori) e dell’arena (area centrale dove si svolgevano gli spettacoli). Le indagini sono riprese nel 1938 sempre in seno a progetti di riorganizzazione urbanistica di piazza Sant’Oronzo: è stata messa in luce una parte dell’edificio corrispondente a circa un terzo della sua estensione totale. L’anfiteatro aveva una pianta ellittica e misurava come dimensione massima 101,88 x 83 metri con asse maggiore orientato est-ovest, mentre l’arena misurava di 53,08 x 34,20 metri e la cavea aveva uno spessore di 24,50 metri. Era della tipologia “a struttura vuota”, cioè con la cavea impostata su sostruzioni voltate, ed era in grado di ospitare tra i 12.000 e i 14.000 spettatori. L’ipotesi ricostruttiva della fronte esterna, basata sullo studio dei 28 pilastri attualmente conservati, su calcoli strutturale e confronti con altre strutture simili, prevede che fosse scandita da 68 arcate. Nel 1938 è stato costruito l’attuale palazzo INA con il conseguente abbattimento dei restanti edifici dell’isola del Governatore. Al di sotto di questi fu individuata un’altra vasta area di necropoli comprendente circa 20 sepolture monumentali e i resti del muro modanato già rinvenuto negli scavi per la costruzione della Banca d’Italia: un vero e proprio recinto funerario all’interno del tessuto urbano
- OGGETTO sito pluristratificato
-
CLASSIFICAZIONE
[Siti archeologici]
- LOCALIZZAZIONE Lecce (LE) - Puglia , ITALIA
- INDIRIZZO Via Sacro Regio Consiglio, 5, 73100 Lecce LE, Lecce (LE)
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
-
CONDIZIONE GIURIDICA
nr (recupero pregresso)
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600389918
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
-
DOCUMENTAZIONE GRAFICA
(1)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0