sito pluristratificato
L’ipogeo, di proprietà privata, è uno dei più grandi tra quelli attualmente conosciuti in città, è composto da quattro sale che hanno un’altezza compresa tra cinque e otto metri; si sviluppa su una superficie di circa 700 metri quadri e raggiunge una profondità di circa 16 metri sotto il piano stradale e quattro metri sotto il livello del mare. Le prime fasi di frequentazione sono probabilmente da mettere in relazione con i primi momenti di fondazione della colonia spartana (fine dell’VIII - inizi del VII secolo a.C.) e con l’attività di estrazione della roccia di base per la costruzione delle mura cittadine: in epoca successiva questa zona del centro storico verrà chiamata “zona delle Fogge (delle cave)”. La sala Etra conserva strutture murarie di epoche diverse. Sul fondo sud della sala è possibile osservare i resti delle mura della polis (città-stato greca). Sul lato nord sono visibili le fondazioni di strutture di età greca realizzate con blocchi di calcare. Sulle pareti è visibile una struttura in opus incertum (strutture murarie formate da piccole pietre di taglio irregolare, cementate tra loro) di età romana. Al XVII secolo d.C. risalgono una struttura triarcata e quattro pilastri di rinforzo delle volte a botte che sostengono il soprastante palazzo. La sala Falanto, attigua e parallela alla sala d’ingresso Etra, conserva i resti di un asse stradale datato alle prime fasi dell’insediamento, un sistema di raccolta dell’acqua di epoca medioevale e un sistema di condotte idriche collegate con i pozzi databili intorno al XVII secolo. Sul lato sud della sala è presente un tunnel che collega l’ipogeo con uno sbocco diretto sul livello del Mar Grande. Sul lato opposto è presente un camino costruito con blocchi di reimpiego. Anche in questa sala sono visibili le pareti in calcarenite e muri in opus incertum (opera incerta, tecnica edilizia romana che prevede l’utilizzo nei paramenti murari di spezzoni di pietra sbozzati, che creano un disegno irregolare e casuale) e una copertura a botte in carparo. La sala Filonide si sviluppa in posizione ortogonale rispetto alle due sale descritte. È la più grande e più alta (otto metri) delle quattro. Qui è visibile l'unica traccia romana dell'ipogeo, rappresentata da una colonna che regge un blocco di calcarenite in prossimità di uno dei sei pozzi presenti nella struttura ipogea. Sul lato nord-ovest si conservano una rampa di scale che conduce nella sottostante sala Persefone e i resti di due collegamenti con gli altri ipogei della Taranto sotterranea. Sul lato sud-est è conservata una struttura muraria che presenta sei nicchie. La sala Persefone è la sala più antica e profonda di tutto l’ipogeo. Interamente scavata nella roccia, presenta resti murari di età greca e un piccolo corso d’acqua (probabilmente lo scavo ha intercettato una falda superficiale che si riversa in mare). I condotti idrici d’età medievale conservati nell'ipogeo raccolgono l’acqua di scorrimento nei pozzi e la convogliano, infine, a mare tramite le cisterne utilizzate come “troppo pieno”
- OGGETTO sito pluristratificato
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MISURE
Area: 700 m2
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CLASSIFICAZIONE
[Siti archeologici]
- LOCALIZZAZIONE Taranto (TA) - Puglia , ITALIA
- INDIRIZZO Corso Vittorio Emanuele II, 39, 74123 Taranto TA, Taranto (TA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Palazzo de Beaumont Bonelli sorge sul lato meridionale della città vecchia di Taranto, in via Paisiello e, come molti altri palazzi dell’aristocrazia tarantina, ha affaccio diretto sul Mar Grande. Il fabbricato si articola intorno a un atrio interno sul quale si affacciavano i magazzini e le cantine, le rimesse per le carrozze e le stalle. Dall’androne si accede al piano nobile attraverso un ampio scalone. Le cucine e le dispense erano sistemate nel “basso” dell’abitazione, mentre il “quarto superiore” era quasi sempre destinato ad abitazione di genitori, di fratelli e zii non sposati e della servitù. Il palazzo negli anni ha subìto rimaneggiamenti ed adattamenti, per lo più negli ambienti interni resi più ricchi e articolati e con maggiore varietà di spazi. Il palazzo nobiliare sorge su evidenze di età greca, in particolare sui resti di una tomba ipogea, l’ipogeo Bellacicco o ipogeo Spartano, un unicum nel panorama archeologico e monumentale tarantino: è stata, infatti, la prima struttura ipogea interamente restaurata e aperta al pubblico (nel 2004) della città ed è oggi un museo che racconta, attraverso un percorso articolato in quattro sale, duemila anni di storia
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600389907
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0