insediamento insediamento rupestre

Gravina in Puglia, PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' medievale

Il Complesso rupestre delle Sette Camere si sviluppa sul versante occidentale della gravina. Questo habitat ha permesso alle civiltà che si sono susseguite nella storia, a partire dal VII secolo a.C., di stabilirsi ed usufruire della disponibilità della pietra per ricavare grotte ad uso abitativo, funerario e cultuale. Il nome del complesso rupestre deriva dall’individuazione di un gruppo di sette ambienti collegati fra loro, sviluppati su più piani e connessi da scalinate. L’interno delle Sette camere, sottoposto al rilievo degli archeologi, custodiva reperti riferiti alle tombe delle civiltà che hanno occupato la gravina, oggi raccolti e conservati nella mostra archeologica permanente “Aristocrazia e mito” del Museo Pomarici Santomasi di Gravina in Puglia. Tra questi si sono identificati vasi corinzi e protocorinzi, una bambola in terracotta con articolazioni snodabili, probabilmente appartenuta ad una bambina, ed anche elementi lapidei utilizzati come contrappeso per tenere in basso le stoffe a telaio tessute dalle donne greche. Oltre all’uso funerario delle grotte, gli ambienti del complesso delle Sette camere sono stati probabilmente occupati anche dalla civiltà rupestre medioevale; una delle grotte presenta al suo esterno una croce scolpita nella roccia, che potrebbe indicarne l’utilizzo cultuale, come d’altronde accaduto per l’antistante parete Est della gravina

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