idolo

Ostuni, MILLENNI/ ARCHI DI MILLENNI/ VI-V millennio a.C

L'idoletto è realizzato in conchiglia di Spondylus e fu rinvenuto nel corso di scavi condotti nella seconda metà del Novecento. L’idoletto, dai tratti ornitomorfi, presenta una testa di forma sferica con una lieve protuberanza a punta arrotondata a rappresentare il becco e uno stretto collo poggiante su una base quadrata fungente da appoggio. Entrambi i manufatti appartengono a una tipologia di testine comunemente note come “idoletti a testa di papero”, echeggianti le protomi zoomorfe applicate su vasi Serra d’Alto

  • OGGETTO idolo
  • MATERIA E TECNICA Reperti archeologici/ conchiglia/ incisione
  • CLASSIFICAZIONE strumenti, utensili, oggetti d'uso
  • LOCALIZZAZIONE Ostuni (BR) - Puglia , ITALIA
  • INDIRIZZO Via Cattedrale, 15, 72017, Ostuni (BR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Si tratta di testine accomunate da caratteri ornitomorfi e che trovano confronti con pochi altri esemplari documentati spesso in contesti cultuali, come la testina su conchiglia di Spondylus da Grotta Trinità a Ruffano, in provincia di Lecce, e quella in giadeite da Grotta San Calogero a Sciacca, in provincia di Agrigento. Su un piano iconografico, le incisioni ornamentali del probabile pendaglio su osso da Grotta San Biagio ricorderebbero le capigliature femminili, proponendo quindi il connubio tra motivo ornito-zoomorfo e motivo femminile. Tra le varie interpretazioni proposte dagli studiosi, anche sulla scorta di esemplari documentati nell’Europa sud-orientale, gli idoletti appartenenti a questa tipologia potrebbero rappresentare distinte divinità o varie entità riferibili a un’unica divinità femminile, il cui culto era diffuso tra le comunità neolitiche
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • SPECIFICHE DI REPERIMENTO Testine dai caratteri ornitomorfi ci sono pervenute tramite raffigurazioni a tutto tondo come nel caso dei due manufatti, uno realizzato su osso, l’altro su conchiglia, provenienti dalla Grotta di San Biagio, un’ampia cavità di natura carsica, localizzata ai margini della scarpata murgiana, a pochi chilometri da Ostuni (Brindisi), nei pressi del santuario del Santo, tutt'oggi meta di pellegrinaggio e da cui la grotta prende il nome. La grotta è stata frequentata dalla metà del VI alla metà del III millennio a.C., ovvero a partire da una fase non iniziale del Neolitico sino ad un momento più o meno inoltrato dell’Eneolitico, principalmente per scopi di tipo rituale e cultuale. Relativamente all’occupazione neolitica della grotta, la presenza di focolari, buche, di un pozzetto rituale, di allineamenti di pietre costituenti veri e propri recinti sacri, il frequente rinvenimento di ceramiche di elevato pregio decorate in tipico stile Serra d’Alto e di oggetti di prestigio estranei alla sfera quotidiana rafforzano ulteriormente l’ipotesi di un utilizzo cultuale della cavità
  • CONDIZIONE GIURIDICA dato non disponibile
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600389249
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
  • ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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