peso da telaio
Bari,
4000 a.C - 4000 a.C
Il piano di calpestìo (US12), in cui è testimoniato il ripetuto uso del fuoco, ha restituito alcune fuseruole e un peso in argilla: esso è stato interpretato come un’area polifunzionale collettiva, non priva di un significato simbolico, dove si svolgevano attività legate alla sfera artigianale quali la lavorazione della lana e, forse, il consumo del cibo
- OGGETTO peso da telaio
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MATERIA E TECNICA
Reperti archeologici/ argilla
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CLASSIFICAZIONE
strumenti, utensili, oggetti d'uso
- LOCALIZZAZIONE Bari (BA) - Puglia , ITALIA
- INDIRIZZO Via Venezia, 73, 70122, Bari (BA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I reperti legati alla lavorazione dei filati provenienti dal sito di Madonna delle Grazie sono attualmente esposti presso il Museo di Santa Scolastica a Bari: si tratta, nello specifico, di tre pesi conici e di un quarto discoidale, tutti in impasto argilloso, rinvenuti nel pozzetto rituale nel corso delle prime indagini e interpretati come contrappesi per attività di carattere artigianale e di tre fuseruole discoidali e un peso di forma sferoidale rinvenuti nel corso delle indagini più recenti. Il sito di Madonna delle Grazie documenta, dunque, non solo lo svolgimento di complesse pratiche rituali connesse alla sfera funeraria nelle fasi finali del Neolitico quali quella di deporre offerte all’interno di pozzetti e silos in relazione con le sepolture, documentata in numerosi siti neolitici già a partire dai primi secoli del VI millennio a.C. come, ad esempio, a Torre Sabea (Gallipoli) e, nelle fasi finali del Neolitico, Masseria Stevanato, sempre nel barese, dove oltre a resti umani, frammenti ceramici, manufatti litici, erano anche corna di Bos. Il sito offre, altresì, importanti informazioni per la ricostruzione delle attività artigianali svolte al suo interno: i pesi dimostrerebbero l’impiego di telai verticali, le fuseruole attività legate alla filatura delle fibre tessili
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
- SPECIFICHE DI REPERIMENTO Il sito di Madonna delle Grazie, ubicato alla periferia Nord-Est di Rutigliano, nella provincia di Bari, su un pianoro posto sui primi terrazzi della Bassa Murgia barese protesi verso la pianura costiera, a circa 9 chilometri dalla costa, ha restituito importanti evidenze di carattere funerario e rituale riferibili al Neolitico finale (inizi IV millennio a.C.). Esso è stato indagato negli anni settanta del Novecento e, successivamente, tra il 2010 e il 2011. Nel corso delle prime indagini furono messe in luce una grande tomba a lastroni con tre individui deposti al suo interno accompagnati da vasi di facies Diana, la sepoltura in fossa di un bambino avvolto in un involucro di argilla, anch’esso con corredo Diana e, in relazione con l’area sepolcrale, un pozzetto contenente un vaso e alcuni pesi in argilla, oltre a un silos contenente grano carbonizzato. Nel corso delle recenti campagne di scavo sono state portate alla luce ulteriori testimonianze di carattere funerario associate ad aree adibite allo svolgimento di attività di carattere rituale: oltre alle sepolture di una donna e di un bambino erano, in un livello pertinente alla fase più antica del Neolitico finale, un pozzetto (P1) contenente frammenti ceramici, macine, una fuseruola piano-convessa, un’accettina in giadeite, un frammento di punteruolo, resti faunistici; nel livello pertinente a una fase successiva, sempre nell’ambito del Neolitico finale, erano un’area di combustione dell’ampiezza di 2 metri e un piano di calpestio (US12) con, nei pressi, la sepoltura in fossa di un individuo di 11-12 anni
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CONDIZIONE GIURIDICA
dato non disponibile
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600389245
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0