necropoli

Vieste, SECOLI/ ARCHI DI SECOLI/ IV-VI

Il complesso funerario è costituito da 9 ipogei, caratterizzati da diverse planimetrie e che seguono l'andamento della roccia, e un'area subdiale (a cielo aperto) con medesima funzione, che si sviluppano su un grottone con una falesia alta circa 30 metri. In alcuni casi è presente un dromos di accesso e all'interno degli ipogei si distinguono tombe ad arcosolio monosome o polisome, loculi e formae nel piano pavimentale. Lungo la parete a strapiombo sul mare sono stati scavati almeno 80 loculi, isolati o sovrapposti, talvolta per file di due, a cui si alternano una decina di arcosoli, per lo più monosomi, scavati con discreta perizia. L'area subdiale, delimitata da una muratura in tufelli, si caratterizza per la presenza di formae e sarcofagi in muratura, coperti da tegole e allineati lungo le pareti degli anfratti, mentre la porzione centrale era lasciata libera per i riti di deposizione. Le sepolture a cielo aperto dovevano costituire il nucleo primigenio del complesso. Sul lato ovest si aprono tre ipogei: F-G e H, quest’ultimo è sopraelevato rispetto ai primi, al quale si accede tramite tre rozze scalette scavate nella roccia. Si tratta dei primi ipogei realizzati nell’area, ai quali seguì in ordine cronologico la realizzazione degli ipogei B, C, D, E in direzione nord/sud-est/ovest. Infine l'ipogeo A si trova al di là della strada, distante rispetto al nucleo primario

  • OGGETTO necropoli
  • MATERIA E TECNICA Reperti archeologici/ calcare
  • CLASSIFICAZIONE area ad uso funerario
  • LOCALIZZAZIONE Vieste (FG) - Puglia , ITALIA
  • INDIRIZZO Strada Provinciale 52 Vieste-Peschici, Vieste (FG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE A partire dal 2018 il Comune di Vieste ha istituito il Parco Archeologico di Merino, in cui rientra il complesso degli ipogei e la necropoli paleocristiana. Il complesso funerario è inquadrabile nel IV secolo d.C. In due soli casi è attestata la presenza della struttura a baldacchino, una scelta molto utilizzata nella vicina necropoli di Monte Pucci, che mostra analogie con contesti siciliani (Cava d'Ispica e l'altipiano di Sortino) e maltesi datati tra la fine del IV e la metà del V secolo d.C. L’ultima fase di vita del complesso risale al VI secolo d.C. ed è riferibile alle sepolture presenti al di là della strada. La necropoli era con molta probabilità da mettere in relazione a un insediamento (vicus), collegato alla grande villa tardoantica di S. Maria di Merino. La compresenza di un nucleo sfruttato intensivamente e di ipogei familiari isolati nella necropoli suggerisce il collegamento ad un modello insediativo costituito da agglomerati di abitazioni e nuclei sparsi, come già riscontrato in area canosina. Le sepolture cristiane, a differenza di quelle daunie con ricco corredo e cadavere posto in posizione fetale, si presentavano povere (solo lucerne votive con simboli cristiani) e con cadavere in posizione distesa. Le tombe indagate erano sigillate con lastre di terracotta, come avveniva nelle catacombe romane
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CONDIZIONE GIURIDICA dato non disponibile
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600389213
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
  • ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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