villaggio

Foggia, VI millennio - V millennio

Il sito neolitico dei Campi Diomedei, meglio noto in letteratura come “ex Ippodromo”, è situato nella porzione Est dell’attuale abitato di Foggia. Quest’area della città, nel corso di indagini di archeologia preventiva, ha restituito ricche testimonianze di tipo insediativo e funerario, riferibili in particolar modo a fasi antiche e specialmente medio-iniziali del Neolitico (Villa Comunale e contigue vie Galliani e Brigata Pinerolo, ex Palestra Gil), comprese tra la prima e la seconda metà del VI millennio a.C. L’ex Ippodromo è stato oggetto di indagini archeologiche a partire dal 1998, quando vennero indagati parte di un fossato a C interno al villaggio (anche detto compound) e alcune porzioni di abitato, in seguito riprese nel 2005, quando gli scavi archeologici non interessarono solo questa piccola struttura trincerata, ma anche vaste porzioni dell’area relativa al villaggio. L’ex Ippodromo è stato oggetto di indagini archeologiche a partire dal 1998, quando vennero indagati parte di un fossato a C interno al villaggio (anche detto compound) e alcune porzioni di abitato, in seguito riprese nel 2005, quando gli scavi archeologici non interessarono solo questa piccola struttura trincerata, ma anche vaste porzioni dell’area relativa al villaggio. Già allora, era stato chiarito come il sito di ex Ippodromo non potesse essere relazionato direttamente ai vicini siti archeologici di ex Palestra Gil e di Villa Comunale, non appartenendo allo stesso orizzonte culturale ed essendo inquadrabile in una fase avanzata del Neolitico antico (fase di Masseria La Quercia, prima metà del VI millennio a.C.), come si è avuto modo di verificare anche nel corso dei recenti scavi eseguiti negli anni 2018-2019. In quell’occasione, in vista della realizzazione del progetto “Parco Urbano e Archeologico Campi Diomedei", è stato possibile comprendere meglio lo sviluppo del sito neolitico, grazie anche alla maggiore ampiezza dell’area di indagine che raggiunse complessivamente un’estensione di 1880 mq. Si tratta di un villaggio trincerato che, delimitato da due fossati perimetrali concentrici, doveva estendersi per una superficie di poco inferiore a 1 ettaro. I due fossati esterni che racchiudono l’insediamento, individuati nel corso degli scavi 2018-2019, distano tra loro tra 7 e 12 m, presentano un andamento curvilineo e parallelo e sono stati solo parzialmente indagati. Nell’ottica della musealizzazione delle evidenze archeologiche delineate specialmente nell’area del fossato a C, la strategia adottata in quegli anni prevedeva di lasciare in posto strutture e piani di frequentazione ad essi relativi, risparmiando dallo scavo, per le stesse ragioni, il riempimento della porzione Sud del fossato a C. Quest’ultimo, dislocato nell’area interna al villaggio, è stato infatti esplorato quasi integralmente: esso, dal diametro di circa 20 m, con apertura a ovest, e dalla profondità massima di 2 m, presenta presso l’apice Nord una biforcazione in due bracci, separati da un probabile gradino di servizio. La zona esterna al fossato a C rivelò già a partire dal 2005 la presenza di elementi riferibili ad attività domestiche, segnalate da diversi frammenti di argilla cruda (concotto) e di materiali ceramici. Nella stessa zona molto interessante fu la scoperta di un muretto, dall’andamento sud-est/nord-ovest, costituito da ciottoli fluviali di medie dimensioni tenuti assieme da terreno piuttosto fine. Il muretto delimitava parzialmente alcuni dei lacerti di probabili battuti pavimentali, messi in luce appena al di fuori del fossato a C. Uno di questi battuti, assumendo quasi una forma absidata, potrebbe segnalare la presenza di una struttura abitativa, alla quale potrebbero relazionarsi vicine aree da fuoco utili alla cottura degli alimenti (piastre di cottura). Nell’area interna al fossato a C, sul versante Sud dello scavo, alcune delle evidenze archeologiche emerse potrebbero ricondursi ad attività che si svolgevano all’aperto. Tra queste, è stato portato alla luce un probabile acciottolato che, messo in luce già nel 2005, si compone di piccoli ciottoli ed è delimitato da un doppio filare di pietre di medie dimensioni, quest’ultimo interpretabile quale probabile muretto di contenimento del margine Sud del fossato a C, di cui non a caso l’allineamento di pietre segue l’andamento. Attestazioni di tipo funerario sono rappresentate da un’unica sepoltura, relativa ad una fase di frequentazione neolitica posteriore rispetto all’impianto del villaggio e risalente probabilmente al V millennio a.C

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