lucerna/ bilicne (Possibile variante del tipo Deneauve V G)

Sul disco probabilmente Atena, una Cecropide ed Erittonio in forma di serpe; sull'ansa Giove ed un'aquila, Sessa Aurunca, SECOLI/ ARCHI DI SECOLI/ I-III

Lucerna bilicne con ansa plastica a riflettore, realizzata a matrice. Argilla color nocciola chiaro, depurata e compatta, con diffusa mica argento, rarissimi inclusi grigi e bianchi. La superficie esterna, priva di rivestimento, è caratterizzata da numerose irregolarità e grumi d’argilla. L’ansa plastica configurata a crescente lunare presenta una raffigurazione del mezzobusto di Giove panneggiato e un'aquila su di una folgore. Sul disco, la cui consueta concavità è assente, è rappresentata una scena con due figure femminili ed una serpe, forse rievocanti la storia mitica della scoperta di Erittonio. L’infundibulum è in posizione decentrata rispetto all’asse centrale della lucerna, in alto a destra, al di fuori della rappresentazione. Un circuito decorativo a motivo fitomorfo di foglie lanceolate e pigne è separato dalla raffigurazione centrale da una spessa modanatura. La spalla piatta, quasi una continuazione del disco stesso, è composta da tre scanalature concentriche di spessori diversi. I due becchi a terminazione arrotondata presentano uno stretto canale centrale non funzionale, incorniciato da otto scanalature, quattro per lato, che terminano sul becco con andamento diagonale. All’attaccatura dei becchi, due fori d’areazione si pongono al centro dei canali. Due anse orizzontali non realizzate a stampo, sporgono ai lati del serbatoio e presentano una decorazione applicata a petalo all’attaccatura con il corpo ceramico. L’ansa plastica a mezzaluna presenta nella parte posteriore un foro irregolare (2 x 1 cm). Al di sotto dell’ansa plastica è un’ansa ad anello parzialmente deformata, collegata allo spesso piede a disco della lucerna

  • OGGETTO lucerna/ bilicne possibile variante del tipo deneauve v g
  • MATERIA E TECNICA argilla/ modellatura a matrice
  • MISURE Diametro: 14,5cm cm
    Altezza: 12,5cm cm
  • CLASSIFICAZIONE STRUMENTI-UTENSILI-OGGETTI D'USO/ ILLUMINAZIONE
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Sezione Romana
  • LOCALIZZAZIONE Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca
  • INDIRIZZO Piazza Castello 81037, Sessa Aurunca (CE)
  • SPECIFICHE DI LOCALIZZAZIONE Sala 4, Vetrina 4B
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Dal punto di vista morfologico, la forma dei becchi e delle anse orizzontali applicate, seppur inconsuete, potrebbero ricordare una variante del tipo Deneauve VG. L’assenza di concavità del disco e della spalla e l’infundibulum decentrato pongono dubbi riguardo l’effettivo utilizzo della lucerna. Infine, la conformazione del piede a disco avrebbe potuto pregiudicare, a causa del sottosquadro, il riutilizzo dello stampo da cui la lucerna era stata tratta, rappresentando un problema nel momento della sformatura. Dal punto di vista morfologico, nonostante le caratteristiche peculiari del becco arrotondato, delle volute degenerate in scanalature e delle orecchie pervie, l’esemplare risulterebbe assimilabile al tipo Ear Lamps in Perlzweig 1961 ed al tipo V G di Deneauve 1969-1974, oltre che al tipo G di Bailey 1980. Si segnala la presenza di alcune incongruenze nel linguaggio stilistico e morfologico della lucerna: il piede piuttosto alto e con strozzatura che impedirebbe la corretta sformatura dalla matrice senza romperla; l’applicazione a posteriori delle “orecchie” quasi fossero anse orizzontali (generalmente realizzate a stampo); la scarsa lunghezza del supporto posteriore all’ansa a riflettore, che Dal punto di vista iconografico, il disco non presenta confronti bibliografici puntuali nella rappresentazione del mito di Erittonio. La scena mitologica inconsueta trova però parziale parallelo in alcune raffigurazioni del disco che vedono una divinità femminile assisa offerente una libagione su un altare avvolto da una serpe, e circondata da numerosi attributi divini (ad es. sistro, crescente lunare, tirso, caduceo ecc.). Esempi di questa raffigurazione sono i dischi in: Loeschcke 1919, n. 606; Bailey 1988, n. Q920bis; Bussière-Lindros Wohl 2017, n. 166. Dal punto di vista iconografico, l’ansa trova riscontri sia in esemplari fittili che in esemplari metallici: nel primo caso Gualandi Genito 1977, n. 138; nel secondo caso, in un esemplare conservato all’Art Institute of Chicago, n. cat. 142. Si tratta in ogni caso di un’iconografia estremamente diffusa soprattutto sui dischi di lucerne a volute e a semivolute
  • TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
  • SPECIFICHE DI REPERIMENTO Provenienza: da sequestro
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500977157
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI SESSA AURUNCA
  • ENTE SCHEDATORE MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI SESSA AURUNCA
  • DATA DI COMPILAZIONE 2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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