Carporesto (Semi e frutti di diverse specie)
Napoli,
79 d.C
Reperto costituito da semi di lenticchia (Lens culinaris) interi e spezzati a metà, una sostanza da analizzare e da 13 esemplari di susine (Prunus domestica) di cui 9 integre
- OGGETTO carporesto semi e frutti di diverse specie
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MATERIA E TECNICA
semi e frutti carbonizzati
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MISURE
Peso: 136 g
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CLASSIFICAZIONE
REPERTI ARCHEOBOTANICI
- LOCALIZZAZIONE Napoli (NA) - Campania , ITALIA
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Non si conoscono i dati di scavo. La lenticchia (Lens culinaris Medik.) è una piccola erba annuale con un legume che contiene 2 semi, le lenticchie, ricchi di proteine. Pianta di antica coltivazione probabilmente originaria dell’Asia minore, era parte rilevante dell’alimentazione del mondo antico, soprattutto per le classi sociali più povere. La lenticchia compare tra i materiali archeobotanici datati 10.000 anni fa in Siria. L’area di domesticazione è sconosciuta. In Italia compare sin dal Neolitico tra il materiale archeobotanico. Per i romani la lenticchia era chiamata lente o lenticula. Plinio (NH 18.123) scrive che la lenticchia veniva seminata in autunno o in primavera e che ama terreni sottili e un clima secco. In epoca romana le lenticchie venivano mangiate soprattutto in zuppe. Terofita scaposa. Pianta annua con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie. Il frutto è un legume oblungo-rombico, compresso, deiscente con 1-3 semi sub-rotondi biconvessi, lenticolari, con ilo lineare ellittico. Il luogo d'origine del susino è dubbio. Noccioli di susine sono stati ritrovati in alcuni siti del Neolitico e dell’età del Bronzo in Europa (Italia, Svizzera, Austria, Germania). Questi ritrovamenti hanno fatto pensare ad una domesticazione in situ di una pianta spontanea, forse la subsp. insititia. Una grande quantità di noccioli indicati come P. domestica subsp. insititia sono stati scoperti nel sito dell’età del bronzo di Tell Mudrets (Gudzhova Mogila) in Bulgaria; questi reperti sembrano rappresentare frutti raccolti in natura. Noccioli di tipo domestico sono stati rinvenuti invece in molti siti romani in Germania e nei paesi vicini. Le prugne possono essere consumate sia fresche che secche (cotte o essiccate). Il frutto è una drupa di 30(40)-50(60) mm, ellissoide o globoso, glabro, ricoperto da pruina. Mesocarpo carnoso e succoso, endocarpo ovoide e ellissoide, legnoso, carenato aderente al mesocarpo. Fanerofita arbustiva. Pianta con portamento arbustivo
- TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500917504
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- ENTE SCHEDATORE Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0