Carporesto (Melagrane)

Napoli, 79 d.C

Melagrane (Punica granatum L.) appena allegate (fase iniziale dello sviluppo dei frutti successiva alla fioritura)

  • OGGETTO carporesto melagrane
  • MATERIA E TECNICA Frutti carbonizzati
  • MISURE Diametro: 1,2 cm
    Peso: 96 g
  • CLASSIFICAZIONE REPERTI ARCHEOBOTANICI
  • LOCALIZZAZIONE Napoli (NA) - Campania , ITALIA
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Ritrovate il 6 febbraio 1754 ad Ercolano. Il Finati e il Braun indicano invece come luogo di provenienza Pompei. Reperto erroneamente identificato in precedenza come bulbilli di aglio (Wittmack) e bacche di mirto (Jashemski). Il melograno (Punica granatum L.) è un albero deciduo dai fiori rossi originario delle regioni a sud del Caucaso. È coltivato da tempi antichissimi sia per i semi, consumati freschi e conservati, che per la preparazione di coloranti ottenuti dalla corteccia e dalla buccia dei frutti. L’epoca di domesticazione è ignota; resti di melagrane ritrovate in Giordania testimoniano che era già coltivato nell’età del Bronzo. Plinio afferma che il melograno era coltivato attorno a Cartagine (Tunisia) e per questo lo chiama Malum punica (mela cartaginese). Punicus, deriva dal greco, e significa porpora scarlatta (come il colore dei fiori del melograno) in quanto i Fenici, compresi i cartaginesi, commerciavano questo colorante in tutto il Mediterraneo. Granatum deriva invece da grànum che significa grano, che ha molti grani. Il frutto semplice, carnoso, indeiscente è una balausta, sferico, coriaceo. I semi sono carnosi, traslucidi, angolosi, prismatici. Fanerofita arborea. Pianta legnosa con portamento arboreo
  • TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500917465
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • ENTE SCHEDATORE Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • DATA DI COMPILAZIONE 2023
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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