Carporesto (Fichi)

Napoli, 79 d.C

Fichi secchi interi (Ficus carica L.)

  • OGGETTO carporesto fichi
  • MATERIA E TECNICA Siconio carbonizzato
  • MISURE Peso: 255 g
  • CLASSIFICAZIONE REPERTI ARCHEOBOTANICI
  • LOCALIZZAZIONE Napoli (NA) - Campania , ITALIA
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Ritrovati il 4-5 settembre 1821 in un'anfora frammentata in una bottega di Pompei (VII,4). Furono inizialmente esposti nella Sala del Plastico di Pompei all'interno di una coppa di terracotta e successivamente nella Sez. didattica del MANN. Il fico (Ficus carica L.) è un piccolo albero deciduo da alcuni ritenuto specie autoctona, da altri originaria del Medio Oriente. I primi frutti a formarsi sono i “fioroni” che maturano in primavera mentre i fichi veri e propri maturano a fine estate. Le più antiche evidenze archeobotaniche di coltivazione, datate a 9000 anni a.C., provengono dalla Valle del Giordano. Plinio (NH 15.68) descrive 29 varietà di fico di cui una la chiama “fico di Ercolano”. Secondo l’autore, oltre a quella di Ercolano, le migliori varietà erano quelle coltivate in Ircania (regione a sud del mar Caspio), nell’isola di Chio, ad Alessandria d’Egitto e a Rodi. I fichi erano tra i frutti più apprezzati dell’antica Campania. Ficus era il nome latino classico del fico. In Grecia il frutto di fico era conosciuto come sykon che deriva da “syconium”, il termine pomologico del frutto del fico. Fanerofita arborea. Il frutto composto è un siconio (fico) di 2-5 cm, piriforme o subgloboso, carnoso, dolce con i frutticini (acheni) crostosi racchiusi nel ricettacolo
  • TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500917369
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • ENTE SCHEDATORE Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • DATA DI COMPILAZIONE 2023
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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