Carporesto (Semi di favino)
Napoli,
79 d.C
Su 109 g ci sono 1903 semi di favino (Vicia faba var. minor), 351 semi di lenticchia (Lens culinaris), 69 semi di farro medio (Triticum dicoccum), 9 semi di vecciola (Vicia ervilia) 7 semi di veccia (Vicia sativa) e 2 semi di pisello (Pisum sativum)
- OGGETTO carporesto semi di favino
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MATERIA E TECNICA
Semi carbonizzati
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MISURE
Peso: 109 g
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CLASSIFICAZIONE
REPERTI ARCHEOBOTANICI
- LOCALIZZAZIONE Napoli (NA) - Campania , ITALIA
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Reperto proveniente da Pompei e indicati erroneamente nella documentazione antica inventariale come fagioli. Il favino (Vicia faba var. minor L.) è uno dei legumi più diffusi nel mondo antico. Nell’antichità e fino a tempi recenti le fave secche cotte in svariati modi hanno costituito una delle principali fonti proteiche di molte popolazioni. Recenti ricerche hanno dimostrato che nel Vicino Oriente viene domesticata e comincia ad essere coltivata già 10.000 anni fa. Il suo progenitore selvatico è sconosciuto. La varietà che ci interessa, il favino (V. faba var. minor), con semi rotondeggianti e relativamente piccoli oggi si impiega per l’alimentazione del bestiame. In epoca romana il suo uso per alimentazione era molto comune. Faba era il nome classico latino della fava. Semi di favino carbonizzato sono molto frequenti nei ritrovamenti delle antiche città vesuviane sepolte dall’eruzione del 79 d.C.; infatti questo legume era molto presente sulle tavole in epoca romana ma veniva usato anche per usi medicinali. Inoltre si pensava che offuscasse i sensi e causasse insonnia. Terofita scaposa. Pianta annua con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie
- TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500917363
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- ENTE SCHEDATORE Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0