Carporesto (Semi di favino)
Napoli,
79 d.C
Semi di favino (Vicia faba var. minor) interi, spezzati a metà e su alcuni campioni è visibile l'attività dei parassiti (cavità nel seme). Presenza di semi di altre specie: 4 semi di orzo (Hordeum vulgare), 26 semi di farro medio (Triticum dicoccum), 2 semi di lenticchia (Lens culinaris)
- OGGETTO carporesto semi di favino
-
MATERIA E TECNICA
Semi carbonizzati
-
MISURE
Lunghezza: 0,5 cm
Peso: 286 g
Larghezza: 0,3 cm
-
CLASSIFICAZIONE
REPERTI ARCHEOBOTANICI
- LOCALIZZAZIONE Napoli (NA) - Campania , ITALIA
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il favino (Vicia faba var. minor L.), terofita scaposa, pianta annua con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie, è uno dei legumi più diffusi nel mondo antico. Nell’antichità e fino a tempi recenti le fave secche cotte in svariati modi hanno costituito una delle principali fonti proteiche di molte popolazioni. Recenti ricerche hanno dimostrato che nel Vicino Oriente viene domesticata e comincia ad essere coltivata già 10.000 anni fa. Il suo progenitore selvatico è sconosciuto. La varietà che ci interessa, il favino (V. faba var. minor), con semi rotondeggianti e relativamente piccoli oggi si impiega per l’alimentazione del bestiame. In epoca romana il suo uso per alimentazione era molto comune. Faba era il nome classico latino della fava. Semi di favino carbonizzato sono molto frequenti nei ritrovamenti delle antiche città vesuviane sepolte dall’eruzione del 79 d.C.; infatti questo legume era molto presente sulle tavole in epoca romana ma veniva usato anche per usi medicinali. Inoltre si pensava che offuscasse i sensi e causasse insonnia. L’orzo (Hordeum vulgare L.), terofita scaposa, è stato probabilmente il primo cereale coltivato. L’orzo selvatico, progenitore dell’orzo coltivato, cresce dal Mediterraneo orientale all'Asia centrale. La domesticazione è avvenuta in tempi e regioni differenti: Mesopotamia, coste del Mediterraneo orientale, deserto siriano, altopiani del Tibet e Corno d’Africa. Coltivato per alimentazione umana e animale, era destinato anche alla produzione di birra già nell’antico Egitto e pare 5000 anni fa anche in Cina. Hordeum era il nome latino classico dell’orzo. Plinio (NH 18.72) fa riferimento all’orzo come il più antico tra gli alimenti; infatti secondo i racconti di Menandro durante il cerimoniale ateniese l’orzo veniva dato come premio ai vincitori dei giochi eleusini. Plinio cita diverse varietà di orzo e per lui la pula di questo cereale era considerata la migliore. Il farro (Triticum dicoccum Schrank., Terofita scaposa) è un cereale di origine medio-orientale che nel mondo antico era già coltivato da Babilonesi ed Egizi. Sembra che la sua domesticazione sia avvenuta circa 10.000 anni fa. Il suo nome sta all'origine del termine farina. Frumento a semina autunnale, si raccoglie in estate e si adatta bene a terreni poveri. Secondo Plinio (NH 18.61-62) nel I sec. d.C. in Italia erano coltivati tre tipi di grano: T. aestivum, T. dicoccon e il T. durum. La lenticchia (Lens culinaris Medik., terofita scaposa) è una piccola erba annuale che contiene due semi, le lenticchie, ricchi di proteine. Pianta di antica coltivazione probabilmente originaria dell'Asia minore, era parte dell'alimentazione del mondo antico, soprattutto per le classi sociali più povere. In epoca romana le lenticchie venivano mangiate soprattutto in zuppe
- TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500917354
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- ENTE SCHEDATORE Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0