brocca con beccuccio (Tassinari E 3000)

Ercolano, 50 d.C - ante 79 d.C

Brocca con imboccatura a ferro di cavallo, mancante della base e del manico; la bocca stretta e continua termina in un beccuccio arcuato e sporgente verso l’esterno con labbro fortemente svasato, a sezione ovale pizzicata, con parte anteriore a ferro di cavallo, con orlo obliquo e ispessito; collo iperboloidale, lungo e stretto, distinto dalla breve spalla leggermente arrotondata, quasi rettilinea, che prosegue nel corpo ovoidale, fortemente rastremato verso il basso dove termina in un fondo convesso con base discontinua con appoggio ad anello a cui in origine si saldava il piede. Nel punto massimo di diametro, nella parte superiore del corpo si percepisce la traccia lasciata dall’attacco inferiore dell’ansa (ora perduta)

  • OGGETTO brocca con beccuccio tassinari e 3000
  • MATERIA E TECNICA bronzo/ fusione a cera persa/ politura/ saldatura
  • MISURE Diametro: 12 cm
    Altezza: 20 cm
  • CLASSIFICAZIONE STRUMENTI - UTENSILI - OGGETTI D'USO/ CONTENITORI E RECIPIENTI
  • LOCALIZZAZIONE Parco Archeologico di Ercolano
  • INDIRIZZO Corso Resina 187, Ercolano (NA)
  • SPECIFICHE DI LOCALIZZAZIONE depositi
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Questa tipologia di brocca con becco rientra nella categoria “Canterbury G” (Nuber 1972) e E 3000 (Tassinari 1993) si completa di ansa “a pastorale” decorata con animali che poggiano le zampe sull’imboccatura e terminante in un attacco inferiore con un medaglione con testa o busto antropomorfo. Il piede, saldato a parte come l’ansa, è ad appoggio anulare con modanature. Utilizzata in coppia con la patera per abluzioni delle mani in contesti sacri e domestici; l’inizio della produzione è collocato nelle officine italiche a metà del I sec d.C., per poi proseguire dall’età Flavia e fino al II d.C. quando è attestata nelle officine galliche. La sua diffusione è documentata in altre province dell’Impero , dato confermato dal ritrovamento nell’area renana, in Pannonia, Mesia inferiore e Tracia (Mustata 2017, p.102) e in una cisterna a Lacipo nella provincia della Betica (Pozo 2001, p. 415, n. 9). Un confronto con l’esemplare in esame è il reperto, di provenienza sconosciuta, da Tudia/Potassia in Romania attestato come prodotto italico (Mustata 2017, n. 29)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500001301
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Parco Archeologico di Ercolano
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia
  • DATA DI COMPILAZIONE 1972
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2023
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA Fonti e documenti testuali (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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