Ritratto di Lucio Vero su Busto rinascimentale (statua/ busto)

Lucio Vero, Roma, SECOLI/ II seconda metà

Il ritratto è da riferire al cosiddetto Haupttypus di Lucio Vero, diffuso per tutta la durata del suo regno con Marco Aurelio (161-169 d.C.). Si ritiene che il tipo scultoreo sia stato creato nel 160 d.C., unitamente a un noto ritratto di Marco Aurelio: un rilievo di Ostia mostra il tipo in forma semplificata. Le repliche sono molto numerose e provengono da tutto l'impero, in particolare dall'Italia, ma anche dalle province, soprattutto Nord Africa e Balcani. I caratteri fisionomici di Lucio Vero sono in questo ritratto ben rappresentati: il viso magro e allungato, incorniciato da una massa di capelli folta e ricciuta in cui è evidenziato il lavoro del trapano, gli zigomi pronunciati, il naso forte, gli occhi a mandorla sovrastati da sopracciglia prominenti e leggermente corrugate che conferiscono profondità allo sguardo. L'immagine dell’imperatore è comunque interpretata secondo un ideale di bellezza greco, consapevolmente ricercato e coltivato dal personaggio stesso, come ci testimonia un passo della Historia Augusta (SHA, Vita Veri, 10, 6-7): Fuit decorus corpore, vultu geniatus, barba prope barbarica demissa, procerus et fronte in supercilia adductiore venerabilis. Dicitur sane tantam habuisse curam flaventium capillorum ut capiti auri ramenta respergeret, quo magis coma inluminata flavesceret. La scultura in questione può essere confrontata con alcuni esemplari, di produzione urbana, che presentano caratteristiche molto simili, come la barba nettamente bipartita con lunghe ciocche ritorte e separate fra loro, l’uso intensivo del trapano soprattutto nelle chiome, dove si notano, tra alcuni riccioli, i cosiddetti ponticelli. Sono da menzionare: il raffinato ritratto proveniente da Tor Bovacciana presso Ostia, ora a Toronto, Royal Ontario Museum; la testa ora al Museo Saint Raymond di Toulouse; il busto al Museo Nazionale di Antichità di Parma; infine anche l’immagine di Lucio Vero, conservata agli Uffizi di Firenze e il busto con paludamentum dei Musei Capitolini. Pertanto si può ritenere plausibile che anche la scultura in esame sia stata realizzata a Roma, considerati i raffinati caratteri formali che la contraddisti tra cui soprattutto la resa dell’incarnato morbido e levigato in contrasto con la massa ruvida dei capelli e della barba; quest'ultima è riprodotta pure a basso-rilievo e finissima incisione sul mento e lungo le gote, dove in maniera appena percettibile si collega ai baffi. Per le somiglianze stilistiche con le immagini di Marco Aurelio, riscontrate anche negli esemplari sopra citati, si reputa che il ritratto risalga ancora al periodo del regno di Lucio Vero. Il busto presenta un’esecuzione raffinata e risulta particolarmente ricco per l'aspetto decorativo. È possibile un confronto con alcune opere pseudoantiche databili nel tardo Cinquecento in ambito fiorentino. In particolare, il mascherone forma di pipistrello sembra ricondurre alla cerchia artistica del Buontalenti

  • OGGETTO statua/ busto
  • MATERIA E TECNICA MARMO BIANCO
  • MISURE Altezza: 114 cm
  • CLASSIFICAZIONE SCULTURA/STATUARIA
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Sculture antiquarie
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Altemps
  • INDIRIZZO Piazza S. Apollinare, 46, Roma (RM)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
  • SPECIFICHE DI REPERIMENTO Acquisito dal mercato antiquario nel 2001
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201361273
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Nazionale Romano
  • ENTE SCHEDATORE Museo Nazionale Romano-Palazzo Altemps
  • DATA DI COMPILAZIONE 2021
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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