Marte e Rhea Silvia

Roma, ca 210 - ca 220

Fronte di sarcofago con Marte e Rhea Silvia. Al centro è l'epifania del dio a Rhea Silvia, alla quale assistono gli dei: a sinistra, nella parte superiore, partendo dal centro e procedendo verso sinistra (per l'osservatore): Apollo, seduto, caratterizzato dalla presenza della cetra; Artemide; Hermes; una divinità femminile velata che porta la mano alla fronte; e sottom l'anello zodiacale, dove sono visibili i segni del Leone, Vergine e Bilancia, un viso di profilo (Aion ?). Alla destra di Marte, sempre nella parte superiore del sarcofago, si allineano: Dioniso, Vulcano, Atena e, all'estremità destra, una dea seduta in trono (Afrodite ?) vicina a una figura giovanile maschile con berretto frigio (Ascanio ?). E' presente Zeus, seduto nella parte mediana del rilievo, all'estremità destra, accanto a una figura di Vittoria. Al centro, tra Marte eRhea Silvia, è Hypnos. Lo schema compositivo differisce completamente dagli altri esemplari conosciuti con raffigurazione dell'incontro di Marte e Rhea Silvia. Infatti la sequenza di divinità che assistono a questa scena non è documentata in altri monumenti. Tale considerazione, oltre all'osservazione di alcune particolarità nell'iconografia delle singole figure potrebbe far pensare, a prima vista, che il rilievo non sia antico (si vedano ad es. i dubbi sull'autenticità del sarcofago espressi dal GUNDEL, in Enc. Arte Antica, VII, p. 1282, s.v. Zodiaco), ipotesi che però va scartata considerando attentamente i restauri. Per lo schema iconografico della scena centrale si rimanda all'altro sarcofago Mattei con tale raffigurazione (n. cat. gen. 12/00125704), così pure per la figura di Vulcano e della dea seduta in trono, Venere. Tutte le altre figure invece non compaiono nell'altro esemplare Mattei (si rimanda al ROBERT per un loro esame particolareggiato). Va notato per quanto riguarda l'anello zodiacale che il confronto più vicino è con il sarcofago con giudizio di Paride a Villa Medici (M. CAGIANO DE AZEVEDO, Le Antichità di Villa Medici, Roma 1951, tav. 28, 43). La figura al di sotto dell'anello zodiacale, priva di caratterizzazione, va interpretata come Aion e non Sole, come proponeva il Robert. Il culto di Aion, in origine orientale, fu introdotto per la prima volta a Roma dall'imperatore Adriano (J. BEAUJEU, La religion romaine à l'apogèe de l'Empire. I. La politique religieuse des Antonins, Paris 1955, p. 153). Rispetto all'altro sarcofago Mattei con Marte e Venere, l'esemplare qui in esame ha un maggiore sviluppo in larghezza; le figure, allineate regolarmente su tre piani, non raggiungono la stessa libertà di disposizione; le dimensioni della figura di Marte, anche se appaiono pià grandi di quelle degli altri personaggi, non raggiungono quell'effetto di ingigantimento che si nota nel sarcofago succitato. Nell'insieme lo schema compositivo del nostro esemplare suggerisce una datazione al 210-220 d.C., confermata dall'esame del viso di Marte, che trova analogie con i ritratti di Alessandro Severo ed Elagabalo

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