sito non identificato (fornace, strutture murarie)

Ascoli Piceno, PERIODIZZAZIONI/ ARCHI DI PERIODI/ età romana, età medievale

In occasione dei lavori di restauro che hanno interessato la chiesa nel 1997, è stato effettuato lo scavo archeologico all’interno dell’edificio. Al suo esterno, invece, è stato condotto un saggio nell’area immediatamente ad Ovest della sagrestia. La prima fase di occupazione dell’area risale ad epoca romana: sono state rintracciate infatti alcune murature (orientamento ONO-ESE e NNE-SSO, spessore 1 m) che sembrano delineare un edificio di notevoli dimensioni (m 16 x 8). Le murature, che insistono direttamente sullo strato sterile, sono riferibili alle fondazioni dell’edificio di cui, vista la completa mancanza della relativa stratigrafia, non è possibile precisare né la funzione, né la cronologia. L’unico appiglio cronologico è dato dal riutilizzo all’interno del muro Sud di una lapide databile al I sec. d.C. che fissa quindi un termine post quem per l’edificazione; per quanto riguarda la funzione, invece, va ricordato che la tradizione ubica in questo luogo il tempio di Marte. Sempre ad epoca romana sono riconducibili le due fornaci a calotta rinvenute all’interno della sagrestia e nel saggio scavato all’esterno dell’edificio, nella parte Nord-Ovest. Della prima struttura (orientamento E-O, con praefurnium a Est) si è conservato verso Sud un tratto di cordolo in laterizi, mentre verso Nord è stato possibile riconoscerne il limite grazie allo strato di concotto lasciato dal fuoco sul terreno sterile. La struttura è circondata da frustoli di carbone. La seconda fornace presenta medesimo orientamento (E-O), il praefurnium, posto a Ovest, è costituito da un muretto in laterizi, embrici e coppi su 5 corsi per un’altezza di circa 20-22 cm. La camera di combustione è stata rintracciata in negativo nello sterile e il suo riempimento carbonioso ha restituito piccoli frammenti di bronzo. All’esterno della struttura, a circa 30-35 cm è presente un cordolo in concotto. All’interno della chiesa è stata individuata anche una successiva fase di occupazione dell’area, probabilmente altomedievale, testimoniata nella zona Est da una serie di buche per lo più circolari disposte su due file parallele in senso NO-SE. Oltre a questi allineamenti, riferibili probabilmente a delle strutture lignee, nella zona Ovest sono state rinvenute delle fosse di dimensioni maggiori, forse utilizzate per ricevere dei contenitori. L’utilizzo dell’area come zona insediativa pare ulteriormente confermato da livelli carboniosi e di concotto

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