area ad uso funerario (tombe)

Ascoli Piceno, PERIODIZZAZIONI/ ARCHI DI PERIODI/ età neolitica, età romana, età medievale

In contrada Santo Stefano, su un terreno di proprietà ecclesiastica, viene portato in luce nel 1893 un grande sepolcreto longobardo di cui inizialmente sono scavate da parte del parroco almeno 50 tombe. In seguito alla segnalazione al Soprintendente delle Antichità di Bologna la direzione dei lavori è affidata all'ing. Mengarelli che, tra Maggio e Dicembre 1893 e durante un secondo intervento nel 1896, porta in luce ulteriori 218 tombe. Secondo la sintesi del Paroli il nucleo iniziale del cimitero, posto al centro dell'area, doveva essere pertinente a un'occupazione bizantina della zona; successivamente (tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo) si ha l'occupazione longobarda che si sovrappone solo marginalmente quella bizantina ma vi si distingue per i ricchi corredi tombali. A partire dalla metà del VII si ha quindi una rioccupazione dell'area centrale con l'edificazione della chiesetta da parte di un gruppo familiare socialmente egemone le cui sepolture presentano un corredo composto da pochi elementi che tuttavia denotano precisi segni di distinzione sociale:tessuto d'oro, ventaglio, grande pettine in osso, vetro. Le sepolture che contengono attributi riferibili a guerrieri sono percentualmente poche: notevole è la 119 che, ascrivibile a inizio VII secolo, doveva essere quella del capo della fara e conteneva tutte i segni distintivi del suo rango, armamento completo e elementi legati al cavallo. Negli anni 2001-2003 nuove indagini della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche hanno rintracciato le fosse delle tombe indagate dal Mengarelli con alcuni oggetti di corredo sfuggiti allo scavo ottocentesco. Si è rinvenuto inoltre l’edificio di culto pertinente a questa zona cimiteriale. Nella parte meridionale del pianoro vennero rinvenuti resti murari attribuibili ad età romana, forse una sorta di terrazzamento del pendio. Durante l’esplorazione di quest’area vennero messi in luce “alcuni fondi di capanne dell’età neolitica, con ossa, frammenti di fittili manufatti d’impasto grossolano, coltelli, raschiatoi di silice, ecc.”

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