infrastruttura di consolidamento (sostruzione)

Ascoli Piceno, PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' antica/ Eta' romana

Il muro fu scoperto durante i lavori di sistemazione della strada nel 1903 e fu preservato grazie all’intervento di Giulio Gabrielli. Gioia Conta descrive una struttura lunga m 40 ancora oggi in gran parte visibile, seppure sotto molta vegetazione. La struttura doveva contenere il terreno a monte della la Salaria, tanto che un tratto della via romana fu riportato in luce nei pressi e sulla stessa direttrice durante i medesimi lavori. Tale tratto non è più visibile. La struttura è costruita in opera quadrata con blocchi di travertino e puddinga, alti cm 50-80 e lunghi cm 40-140 per oltre m 20 di lunghezza e per un’altezza conservata che varia tra m 2,20 e m 3,20. Il muro, già noto al Persichetti per m 10, venne scoperto per altri m 30 nel 1903. Dopo la pulizia viene misurato per m 21 da Gioia Conta negli anni Ottanta del secolo scorso. Nell’ultima ricognizione (2014) è sembrato più lungo di quest’ultima misura ma la presenza di molta vegetazione non permette di esserne sicuri. Durante i lavori del 1903, sempre dal podere Salvati, vennero in luce anche alcune tombe preromane con suppellettili. Dalla stessa località provengono un anello d'oro e un'urna in travertino con rappresentazione di giochi funebri, conservata fin dal tempo del Gabrielli presso il Museo Civico di Ascoli Piceno

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