busto (femminile)

Perugia, III secondo quarto

La testa-ritratto è inserita in un busto che non sembra pertinente, anche per le sue dimensioni che appaiono molto ridotte rispetto alla testa; inoltre la posizione e il trattamento dei seni attestano una certa incomprensione dell'anatomia e delle proporzioni della figura. La folta capigliatura ondulata è divisa da una scriminatura centrale in due bande che si raccoglievano dietro la nuca, dove restano due fori forse per i perni che tenevano la crocchia ora mancante. I capelli sono trattenuti da un diadema, e questo induce a ritenere che la donna volesse essere raffigurata come divinità, forse Venere. Qualche affinità si rileva infatti con la testa e il busto dell'Afrodite tipo Capitolino. Il volto, dai piani morbidi, bocca piccola, naso pronunciato e grandi occhi espressivi dalle iridi segnate, presenta affinità stilistiche con i ritratti del secondo quarto del III secolo d. C., anche per l'espressività che si realizza mediante il rendimento dell'occhio

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