Basilica Madonna di Porto

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  • DESCRIZIONE Le origini della Basilica della Madonna di Porto si identificano con la storia di un giovane errabondo, Pietro Gatto, figlio della società del XVIII secolo. Era il 1751 quando egli, costretto a nascondersi nei boschi per non cadere nelle mani della giustizia, una notte, in sogno, una celeste visione gli cambiò la vita. Fu la Madre di Dio che gli indicò il luogo dove innalzare un nuovo altare della fede e attirare folle di pellegrini nel cammino verso il pentimento e la conversione. Pietro Gatto vide in quella visione la Madonna, che già si venerava nella chiesa matrice di Gimigliano. Tale culto risaliva al 1626 e si collegava direttamente al titolo mariano “di Costantinopoli”, ossia a quel movimento devozionale istituito nella capitale dell’Impero Romano d’Oriente nel 430 d.C. La devozione dei gimiglianesi disceva da Napoli, protetta dalla Madonna di Costantinopoli nel 1528 dalla peste. Analoghe circostanze e calamità naturali verificatesi in Calabria nel 1626, suggerirono al popolo di Gimigliano di proclamare la Vergine di Costantinopoli protettrice del paese. Per l’esecuzione del lavoro di ritrarre la Madonna, fu incaricato un pittore della vicina Gagliano (CZ), soprannominato Marcangione che, secondo la tradizione, abbozzò il disegno, ritrovandolo completato miracolosamente. L’immagine fa così parte della tipologia delle “Achèropita”, cioè “non fatte da mano d’uomo”. Rappresenta la Madonna che tiene sul braccio destro il Bambino nell’atto di allattare dal seno della Madre. Due angeli con una mano sostengono una cortina, mentre con l’altra sorreggono la corona posta sul capo della Vergine. Sul manto azzurro è dipinta una stella ad otto raggi. Fonte: Vaticano.com - Santuari e dintorni - http://www.vaticano.com/turismo/scheda_39_santuario-madonna-di-porto.html

DOVE SI TROVA

indirizzo Strada provinciale 35, s.n.c (CZ), Calabria