Abbazia di Farfa
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DESCRIZIONE
Fondata nel 680 su di un sito già abitato in età romana e già occupato in passato da un edificio cristiano, distrutto in età longobarda. L'abbazia fiorì grazie alla sua posizione strategica e grazie alla protezione imperiale, accordatale già da Carlo Magno. Abbandonata nel IX secolo e distrutta dai Saraceni, riprese vigore nell'XI, di nuovo sotto protezione imperiale. Affidata in commenda alla fine del XV secolo, vide succedersi cardinali delle maggiori famiglie romane: gli Orsini, i Farnese, i Barberini. Nel 1769 la commenda passò ai vescovi di Sabina-Poggio Mirteto. Nel 1861 l'abbazia venne soppressa e parte degli edifici venduta a privati cittadini. Nel 1920 tuttavia, un gruppo di monaci benedettini provenienti dalla basilica romana di San Poaolo fuori le mura ne ha ripreso possesso e ne ha riavviato la vita monastica. Nel 1928 è stata dichiarata Monumento Nazionale. Il vasto complesso si dispone attorno alla grande chiesa abbaziale, intitolata a S. Maria, ricostruita nel 1492 dal cardinal Orsini trasformando l'antica abbaziale in transetto e aggiungendovi un vasto corpo a tre navate su colonnati. Della vecchia abbaziale restano visibili le estremità, testimoniando parte dell'assetto di età carolingia e la presenza di un westwerk definito da caratteristiche murature a lesene. A destra della chiesa si apre un cortile, mentre dietro il transetto destro si trova un chiostrino con tracce ancora di strutture romaniche; dal lato opposto si sviluppa invece il grande chiostro seicentesco, che da accesso al padiglione della biblioteca. La facciata della chiesa si apre su di un quarto cortile, chiuso da un portale firmato da Anselmo da Perugia (XV sec.) e chiuso a destra da una massiccia torre, detta "il Palazzaccio", già residenza degli abati commendatari
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COMPLESSO DI APPARTENENZA
abbazia di Farfa
DOVE SI TROVA
indirizzo Str. degli Inglesi, 02032 Fara in Sabina RI (RI), Lazio